Mattioli Alessandro 5H

LA CRITTOGRAFIA

Tesi di maturità 2016/2017

Ermetismo

Impenetrabilità assunta a canone espressivo

Il Significato

Col termine Ermetismo si indica un tipo di poetica che sorge intorno agli anni '20 e si sviluppa negli anni compresi tra le due guerre mondiali. Sul piano letterario si sottolinea una poesia dal carattere chiuso (ermetico) e volutamente complesso, solitamente ottenuto attraverso un susseguirsi di analogie di difficile interpretazione. Alla base di questo movimento si trova un gruppo di poeti, chiamati ermetici, che ebbe come capiscuola Giuseppe Ungaretti ed Eugenio Montale.

Le Carateristiche

I componimenti sono estremamente concentrati e corti e i versi vengono chiamati “versicoli”. Tutte le parole hanno un’intensa carica allusiva, analogica e simbolica (simbolismo). La poesia vuole diventare “pura”, che si esprime in termini essenziali: viene spesso privata dei nessi logici, della punteggiatura, gli spazi bianchi e le lunghe pause frequenti rappresentano momenti di concentrazione, silenzio, attesa.

Simbolismo

Il simbolismo è un movimento culturale sviluppatosi in Francia nel XIX secolo che si manifestò nella letteratura e nelle arti figurative. Tra i maggiori esponenti della corrente artistico-letteraria simbolista si ricordano Verlaine, Rimbaud, Mallarmé e Baudelaire, considerato precursore di questa poetica. Per l'artista simbolista la realtà è mistero e la natura si presenta come una foresta di simboli che al poeta spetta di interpretare e svelare con un atto di intuizione-espressione. A tale scopo il poeta simbolista rifiuta la tradizionale logicità e referenzialità del linguaggio e ricorre massicciamente a tecniche come il simbolo, l’allegoria, l’analogia, la metafora ricercata, la sinestesia, gli accostamenti imprevisti e misteriosi

Futurismo

La poetica futurista è chiaramente indicata nel Manifesto tecnico della letteratura futurista. Essa, per quanto riguarda le forme, parte dall’idea che bisogna “liberare le parole…dalla prigione del periodo latino” che è lento, razionale, incapace di esprimere il dinamismo della vita contemporanea. Bisogna perciò distruggere la sintassi tradizionale; bisogna usare il verbo all’infinito per rendere il senso della continuità della vita, abolire l’aggettivo, l’avverbio e la punteggiatura che rallentano il discorso, abolire la metrica. Bisogna usare l’analogia, al posto della metafora, in grado di collegare cose apparentemente lontane, diverse e ostili fra loro, ma ravvicinate dall’intuizione. La poesia deve cantare l’amore del pericolo, il coraggio, l’audacia, la ribellione, la macchina e la velocità, le città, le industrie.

Giuseppe Ungaretti

Giuseppe Ungaretti nacque ad Alessandria d'Egitto l'8 febbraio del 1888 da genitori italiani originari della provincia di Lucca. Alla figura materna dedicherà la poesia La madre, scritta nel 1930, a quattro anni dalla morte della donna. Visse a Parigi per molti anni dove maturò le sue prime esperienze letterarie entrando in contatto con l'ambiente simbolista, che influenzò la sua poesia. Quando nel 1914 scoppiò la prima guerra mondiale, Ungaretti partecipò attivamente alla campagna interventista, arruolandosi in seguito, come volontario. Dopo la guerra, Ungaretti restò nella capitale francese, dapprima come corrispondente del giornale Il Popolo d'Italia, all'allora quotidiano socialista diretto da Benito Mussolini, ed in seguito come impiegato all'ufficio stampa dell'ambasciata italiana. Gli anni venti segnarono un cambiamento nella vita privata e culturale del poeta. Aderì al fascismo, firmando il Manifesto degli intellettuali fascisti nel 1925. Morì a Milano, nella notte tra l'1° ed il 2 giugno del 1970; ai funerali non vi partecipò alcuna rappresentanza ufficiale del Governo italiano.